Sottotitoli

A un certo punto, mi venne in mente di aggiungere dei sottotitoli al titolone "Bollettino Baltico". Volevo stemperare un po' la grafica sobria del blog con una frase (auto)ironica. Credo, infatti, che nella vita non ci si debba prendere troppo sul serio. Allo stesso tempo, volevo suggerire delle piste, delle possibili chiavi di lettura del blog. Ma vabbé, alla fine prendete 'sti sottotitoli con beneficio d'inventario. Come tutto quanto scritto qui, del resto.

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L'idea del primo sottotitolo mi venne nel corso di uno scambio epistolare con l'amico e compagno Cesco di Pavia. Gli scrissi un giorno: Alla fin fine anche noi ci siamo laureati, e adesso sguazziamo nel mare di merda della crisi. Mi sembrava riassumere bene lo zeitgeist. Taaac, sottotitolo!

Tempo dopo, appena tornato nella necropoli, fu il turno di: Non si sa più cosa inventarsi per ingannare il tempo da disoccupati. Anche questo emerse grazie ad uno scambio con l'amico e compagno camuno Pol.

Poi passai dalla disoccupazione ad un periodo di lavoro precario, in cui mi trovo tutt'ora. Il fatto di attraversare quotidianamente la metropoli m'ha portato e mi porta a rifletterci su. La prima, banale, osservazione è che questa entità complessa si estende ben oltre la porzione di superficie terrestre racchiusa tra i suoi confini amministrativi. Innumerevoli collegamenti (di soldi, di persone, di merci) e innumerevoli flussi fanno di Milano una metropoli che estende la sua azione/influenza su un territorio molto più vasto. È una metropoli diffusa. Da qui il sottotitolo: Cartoline dalle steppe della metropoli diffusa.



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