mercoledì 13 aprile 2016

Giocolieri di parole 4

Potevano mancare delle filastrocche in un laboratorio di scrittura (ri)creativa? Certo che no. 
Questa parla di un corvo, ed è frutto di un primo lavoro collettivo di ricerca delle parole finali di ciascun verso: a partire appunto da corvo, si è cambiato una singola lettera per volta e trovato altri termini di senso compiuto (Torvo, torNo, ecc). Poi ciascuno hai inventato la propria filastrocca in versi ottonari, a partire dal primo, Una volta c'era un corvo.

* * *
Una volta c'era un corvo
svolazzava assai torvo.
Gracchia "Vado e dopo torno
non finisco certo in forno".
Ma non avea capito un corno
- dico io per tagliar corto:
ebbe l'ardir di fare un torto
a un pirata laggiù al porto.
Scagazzò sulla sua porta
gli mangiò anche la posta
gli sniffò tutta una pista
trangugiò tutta la pasta.
Il pirata gridò "Basta!"
chiamò la cumpa sua vasta
ed il corvo a quella vista
- spaventato e poi non visto -
vomitò tutto quel vitto
su di sé scaricò il mitto.
Con disprezzo a rabbia misto
- sbronzi i pirati di buon mosto -
di paura il corvo morto
si difendeva con un morso
che propagò letale morbo
aspro e duro come un sorbo
a preghiere e pianti sordo
perché un corvo non è un tordo.


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