martedì 29 marzo 2016

Giocolieri di parole 3

Oggi è il turno di una composizione di logogrifi (anagrammi parziali) a partire dall'espressione "Giocolieri di parole".

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LE RADICI ED I PIEDI

Il piede piace. Dico, piace per il piglio, per il girare.
E dico: "Ciao, io erro". Erro coi piedi, reco i piedi o lì o là. Erro
per i lidi, per le cale, per periodi di gelo o di calore. Io erro. Tu
erri?
Erro ora, errai ieri. Girai in giro. Giro in giro.
Girare è idillio e pace, è godere, è regale.
Regalo parole ai piedi, regalo perle e regalo lodi.
E poi lodo gallerie e pericoli, lodo le lepri da preda, le gaie capre,
lodo le pecore.
Ergo, pigliare i piedi per poco è delirio, è dolo, poco logico, da
pirla; da perle ai porci, da perderci le radici.

venerdì 25 marzo 2016

Giocolieri di parole 2

Qualche sera fa ho scoperto l'esistenza del tautogramma, composizione le cui parole iniziano con la medesima lettera. Eccone un esperimento.

***
Margaret Molloy morì un mattino di marzo. Mancavano molti minuti a mezzogiorno. Miagolavano i mici di Michael, misantropo mitteleuropeo che di mestiere era minatore e che mormorava minaccioso, meditando sulla morte di Margaret.
Michael era migrato dalla Moravia un martedì di un maggio non molto mite. Si era mosso con mestizia, mescolato a una macilenta moltitudine di meschini mangiapatate. Non mirava alla misericordia, ma al mare. Mirava a mostrare che egli, magro mendicante, avrebbe macinato miglia marittime a migliaia per poter mangiare a manbassa mitili e minestre. Oppure sarebbe morto nel mentre.
Michael meditava, ma Margaret - nel suo miglior momento - era stata menata nei meandri della malattia come un mulatto è menato dalle muse della musica.
- Oh Margaret mia! - mormorava - Oh maledetta morte di merda!

giovedì 24 marzo 2016

Giocolieri di parole

Succede che - per una serie di motivi e circostanze che non è più di tanto interessante citare in questa sede - abbia deciso di partecipare ad un laboratorio di scrittura (ri)creativa.
Grazie alla bravura del conduttore, si sta rivelando estremamente divertente: un momento di cazzeggio creativo che permette, ogni due settimane, di dimenticarsi della routine e delle rotture per lanciarsi in spassosi esercizi di stile.

Riporto di seguito la biografia immaginaria di un altrettanto immaginario scrittore, materializzatosi dall'anagramma delle lettere che compongono i miei nome e cognome.

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ÌSINGOR NAICÀSIMOV
Nasce a Nižnij Novgorod (Russia) nel 1963. 
Giovanissimo, fonda il collettivo di scrittori dissidenti dei cosiddetti "culi inquieti", scelta che gli vale l'avversione del regime, tre costole rotte e una condanna ai lavori forzati nella steppa siberiana. 
Nel lungo e freddo esilio che ne consegue, trova il tempo per scrivere il romanzo autobiografico Ma chi cazzo me l'ha fatto fare, Leonid Brežnev?, dal quale ricava fama immediata e un'ulteriore condanna. 
Oggi vive con la famiglia a Mosca, dove si dedica alla composizione di necrologi di ex agenti segreti sovietici.