venerdì 2 ottobre 2015

Lettera di un dongiovanni timido 21



Cara amica,

senza quasi ce ne accorgessimo abbiamo passato un'intera stagione insieme. Ora l'estate è finita e l'autunno è entrato a piè pari nelle nostre giornate, col consueto corollario di temperature più fresche, vestiti pesanti, meno ore di luce e nuovi progetti.

In tutta sincerità: mi stupisco che tu non sia ancora scappata.
Battute a parte, son contento che non ti sia fermata alle apparenze, passando oltre i lati più ruvidi, meno accettabili del mio modo di essere e di fare, gettando il cuore (e forse anche lo stomaco) oltre l'ostacolo. Noto con grande stupore come tu abbia imparato a leggermi e persino anticiparmi, sintomo inequivocabile dell'esser diventato per te una specie di libro aperto.

Sai che faccio fatica a gestire le attestazioni di stima e non so mai bene cosa rispondere - ammesso e non concesso che ce ne sia bisogno. Abbi quindi pazienza se rimango muto ogni qualvolta confermi la tua volontà di non fuggire a gambe levate. È che ne sono molto contento. Non solo. Posso dirlo? Ne sono felice. Perché con te funziona così, ma credo sia piuttosto visibile (risata e faccia da triglia).

Tipo ieri sera, quando m'hai detto una cosa che aveva la forma d'un calembour di quelli che ribaltano una frase fatta (e aggiungerei logorata dall'uso). Ho apprezzato un sacco, e accanto alla forma il contenuto, che ho deciso custodirò nella memoria come rimedio contro i giorni del cavolo o future epoche di calamità.

E ora t'abbraccio, e ti auguro 'a presto'.


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