giovedì 11 giugno 2015

#MaiConSalvini – Cologno non ti vuole!


Riporto il testo del volantino diffuso a Cologno in occasione del comizio di Salvini a sostegno del candidato sindaco leghista.
Unici stranieri: i leghisti nei quartieri!


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Anche  a  Cologno  tocca  subire  una  comparsata  del  politico  più  amato dalle  tivù  e  dalle  riviste italiane, Matteo Salvini. Come il prezzemolo, è comparso a sostenere il suo candidato sindaco.

Lo  diciamo  subito:  a  noi  non  interessa  per  niente  fare  campagna elettorale,  sostenere  l'uno  o l'altro candidato al ballottaggio.

Siamo qui per dire che Salvini non ci piace nemmeno un po'. Prima di tutto, ci sembra offensivo che venga proprio in una città come Cologno: la stragrande maggioranza degli abitanti è nata o ha origini nel sud Italia. Stiamo infatti parlando di un politico di professione che fino a pochi anni fa cantava cori contro i “terroni terremotati che col sapone non si sono mai lavati” (a Pontida nel 2009). Oppure nel 2012, sulla sua pagina ufficiale di Facebook, affermava che se al Sud le cose vanno male è anche colpa della mentalità opportunista e menefreghista di “buona parte della popolazione” che “non fa una mazza dalla mattina alla sera”. E quindi siamo noi stessi o i nostri familiari che, solo pochi anni fa, dovevamo “tornarcene al nostro paese”, perché noi dalla Puglia, Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo o Molise
eravamo qui a “rubare il lavoro agli onesti cittadini del nord”. Chi cambia discorsi in poco tempo e per convenienza elettorale è – come si dice in milanese – un barlafüs, cioè uno sciocco. E pure un furbacchione in malafede. A lui interessa solo acchiappare i nostri voti per restare in politica, dato che non ha mai fatto altro nella vita: non facciamoci prendere in giro da uno così! Cosa volete che gli importi dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati e degli esodati? Vogliamo davvero che Salvini e i leghisti governino le nostre vite?

Salvini oggi è nel centro della nostra città a regalare le sue solite sparate. Sparate che alimentano la guerra  tra  poveri.  Certo,  perché  uscirsene  con  cose  tipo  le  “bombe  sui  barconi”  o  le  “ruspe  sui campi rom” sono solo frasi a effetto, che puntano alla pancia delle persone e che confondono la loro testa. Già, perché se il lavoro va male, c'è la crisi, la disoccupazione e si fa fatica ad arrivare a fine mese, prendersela con chi è più sfigato di noi è facile e ci distrae per un po' dalle nostre, di sfighe. Ma  soprattutto,  distrae  dai  veri responsabili  dei  nostri  problemi,  cioè  chi  comanda  nelle  aziende  e nelle istituzioni, e li lascia in pace a farsi i loro interessi.

Infatti Salvini parla tanto anche per farci dimenticare che il suo partito, la Lega Nord, ha governato l'Italia insieme a Berlusconi per anni, prima di vedersi travolto da grossi  scandali finanziari: altro che  "Roma  ladrona",  erano  i  ladroni  ad  essersi  piazzati  a  Roma.  Ci  ricordiamo benissimo  che  l'ex segretario Umberto Bossi e l'ex tesoriere Francesco Belsito, per esempio, a febbraio 2015 sono stati  rinviati  a  giudizio  per  truffa  sui  rimborsi  elettorali:  non  parliamo  di  noccioline,  ma  di  circa  40 milioni  di  euro,  usati  per  le  spese  private  della  famiglia  del  Senatur,  Trota  compreso,  e  per comprare diamanti, lingotti d'oro e auto di lusso. Attualmente Belsito  è accusato di appropriazione indebita aggravata di 5,7 milioni di euro. Cose da gente normale, insomma. A livello locale, poi, la Lega sforna sindaci­-sceriffi che si dimenticano del bene comune, presi come sono dal rendere la vita impossibile ai migranti e a chi non la pensa come loro. Così son capaci tutti, forti coi deboli... e deboli coi forti.

E quindi lo diciamo anche in milanes, così magari lo capisce meglio: uè Matteo, va a ciapà i ratt! Te capì? Culogn te vœur no!



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