lunedì 18 maggio 2015

Lettera di un dongiovanni timido 15



Radio Baltica
Ruxe Ruxe - Máis a modo


Cara amica,

ti ho mai confessato che, nelle giornate di primavera/estate, la mia parte preferita è l'ora che precede il crepuscolo?
Tutto finalmente rallenta, l'aria si rinfresca; il corpo chiede birra, qualcosa da sgranocchiare, e poi chiacchiere a briglia sciolta. L'ora in cui anche qui, nella metropoli diffusa, ci riscopriamo umani e abbiamo voglia di uscire dai nostri gusci, metaforici o letterali.

È anche l'ora in cui pregusto la discesa della notte, con il suo carico di aspettative o di silenzi pensierosi. Generalmente questa è l'ora in cui scrivo le mie lettere, già che le parole mi sembrano venir fuori da sole. Annuso l'aria che entra dalla finestra, ascolto i suoni - finalmente attutiti - che vengono da fuori. Il mondo tira il fiato.

Accadono serate in cui mi preparo a uscire, per incontrare amici, amiche, fratelli e sorelle, compagne e partigiani. Uscire per il solo gusto di farlo, il gusto di alimentare il nostro comune con leggerezza; o con l'intento di distrarci dalle fatiche di ogni giorno, o dagli strappi che talvolta lacerano il tessuto delle nostre r-esistenze. Uscire con la voglia di tirar tardi e bere tanto, sudare ai concerti o ballare nei nostri posti occupati/autogestiti.

Ecco, in quelle serate non mi va di rimanere malinconico e arrovellarmi. Voglio vivere fino in fondo le situazioni, come quando corri tanto da sentirti bruciare i polmoni. Lo diceva Keynes: "Nel lungo periodo saremo tutti morti". Lo dice anche la mia colonna sonora mentale: "Più a modo, più a modo, e farai un bellissimo cadavere".

Allora ciao, io esco. E viva l'adolescenza lunga ;-)



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