venerdì 17 aprile 2015

Lettera di un dongiovanni timido 10





Cara amica,
l'altro giorno ti raccontavo fatti miei e a una certa son scoppiato a piangere come un cretino.

Intendiamoci: in generale non amo esprimere così esplicitamente quel che provo, ché mi sembra di fare pornografia sentimentale.
Però la questione è che di te mi fido, con te mi sento a mio agio e non ho problemi a mostrarmi come effettivamente sono (o come credo di essere - ma questa è un'altra storia).
Forse te l'ho già detto qualche volta, mal che vada mi ripeto: la sincerità è rivoluzionaria. Sento che con te non ho bisogno di indossare la mia consueta maschera di malmostoso serio e distaccato, né di occultare gli sciami sismici dei miei terremoti emotivi, né le scosse di assestamento o le tensioni che s'accumulano sottotraccia. Sicché l'altro giorno m'hai visto aprire senza ritegno i rubinetti, far zampillare le mie cascate del Niagara personali.

Che dire quindi? Ricordami così, come un punk rocker dal cuore di panna.



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