lunedì 8 dicembre 2014

Luglio duemilanove: intro e flash back


In questo duemilaquattordici stanziale che volge al termine, continuo con l'archeologia dei vagabondaggi degli anni passati. Rispetto al soggiorno compostelano, si torna indietro di qualche mese: la prima esperienza di vita fuori dai confini italioti risale infatti alla primavera-estate duemilanove, quando passai tre intensi mesi ad Amsterdam. La ragione era un modestissimo lavoro propedeutico ad progetto di ricerca che, a quanto ne so, non è ancora stato completato.
Il post che segue ed i seguenti furono scritti sempre per la trasmissione di viaggi dell'emittente radio milanese.
A differenza dei post di Santiago, in questi ho deciso di apportare qualche correzione; all'epoca, infatti, ero affetto da due deprecabili difetti: un irritante stile giovanilista, farcito di termini gergali e di C trasformate in K, e un terribile egocentrismo. Da cui sto ancora cercando di uscire.
Buona lettura.


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Bene, andiamo con le presentazioni.
Io sono Joe (all’anagrafe, e solo lì, Giovanni), ultimamente mi chiamano Disagio. Ho 23 anni e sulla carta d’identità c’è scritto “studente”; ma, di recente, quando qualcuno mi pone l’inevitabile quesito “Cosa fai nella vita?”, a me piace rispondere “creare disagio” (da qui il soprannome, che come tutti i soprannomi ha una storia a sé).
Nato in Brianza ma cresciuto nell’hinterland milanese (Cologno Monzese, zona nord-est), da qualche anno a questa parte passo gran parte del mio tempo a Pavia, dove bazzico il cortile di scienze politiche, l’osteria letteraria Sottovento e il centrosocialeautogestito Barattolo.

Ora come ora mi trovo da poco più di due mesi ad Amsterdam, dove mi ha spedito una borsa trimestrale di mamma Unione Europea, con i nobili scopi di fare un po’ d’esperienza nello sfavillante mondo del lavoro europeo, di mettermi alla prova, di imparare le lingue, e di bla bla bla. In un modo che avremo modo di vedere più avanti, sono finito (praticamente più per caso e per culo che per altro) all’Istituto Internazionale di Storia sociale (in olandese Internationaal Instituut voor Sociale Geschiedenis – IISG).
Ma prima di passare al racconto (di viaggio?) vero e proprio, occorre fare un piccolo passo indietro nel tempo.

Luglio 2006: in principio erano i Cologno City Bloggers (CCB), ovvero la mia prima (e finora unica) esperienza di blogger di viaggio. L’occasione fu un breve giro per le principali città dei Paesi Baschi insieme all’amico Davide detto Tartufo (che è in realtà di Pioltello, ma per evitare un titolo troppo lungo al nostro blog abbiamo fatto finta che fosse di Cologno pure lui, dando oltretutto esempio di un ammirevole superamento dell’odio campanilistico che caratterizza le movimentate relazioni tra i giovani delle due cittadine alle porte di Milano).
Quindi i CCB, all’epoca a stento ventenni (l’età media era infatti di 19,5 anni) partirono per quella che poi si rivelò essere la loro unica vacanze insieme. Già, perché poi Davide ha da quel momento cominciato a girare per l’Europa con la scusa di voler integrare la sua formazione universitaria con l’esperienza diretta in altri paesi. Il bello è che non si è ancora fermato, e fonti non confermate dicono che ha in cantiere un super-viaggio ben oltre gli angusti confini del vecchio continente. Ed è stato così che per ragioni contingenti questa ben rodata coppia di scappati di casa non ha più avuto modo di esprimere a pieno tutte le sue potenzialità. Eh, è proprio vero che il tempo passa per tutti, e con questo euro tutti i prezzi sono raddoppiati, giusto per tirare in mezzo la passione che i CCB hanno per i luoghi comuni…
E così, dopo qualche anno passato tra l’hinterland e Pavia (e dopo tutta una serie di cose che in questa circostanza non è pertinente citare), ho deciso di emulare il mio compare e di fare domanda per uno di quei bandi che di solito quando escono non si caga mai nessuno: l’Erasmus Placement. Ma di questa borsa parlerò meglio più avanti.

Ultimo ma non meno importante, c'è da aggiungere che i CCB hanno militato per un paio d’anni della gloriosa formazione di musica d’avanguardia postmodernista “Vito e le folle incomprimibili”. Quelli in cui solo la parte “Vito e” del nome era fissa, mentre il resto veniva cambiato di volta in volta, con Vito che era allo stesso tempo leader ed elemento inutile. Ma anche questa è un’altra storia, e il post di oggi è già abbastanza lungo.

Saluti!



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