lunedì 1 dicembre 2014

Humor galego

Traduzione: La visita del papa costerà 3 milioni di euro. "Né il miracolo dei pani e dei pesci, né cavolate! Io faccio piovere banconote"


Radio Baltica
Os Resentidos - Galicia caníbal


Un luogo comune molto diffuso fuori dalla Galicia afferma che intrattenere conversazioni con gli autoctoni può rivelarsi un’impresa faticosa. Questo perché – si dice – galegos e galegas attuano strategie discorsive volte a disorientare l’interlocutore. Ad esempio, dimenticatevi di ricevere risposte chiare ad una domanda. Nella migliore delle ipotesi, riceverete informazioni ambigue e di difficile interpretazione. Nella peggiore, un’altra domanda. Fonti autorevoli dicono che si tratta di strumenti difensivo-dissuasori per sviare il discorso, esasperare i forestieri e i tontoloni, ed indurre a cambiare argomento di conversazione.

Ma non si tratta solo di questo. Perché può entrare in gioco la temutissima retranca. La retranca è il sottile sarcasmo galego, altrimenti nota – nel resto d’Ispagna – come humor gallego. La retranca è pungente come le corna delle tipiche vacche rubie, è tagliente come il guscio rotto delle cozze atlantiche. Striscia e s’insinua come una serpe anche nelle frasi più insospettate. Tu – guiri de merda – non t’accorgi di niente finché tutti sorridono come faine. E lì capisci che la retranca ha colpito ancora.

Intendiamoci, non che le situazioni appena descritte siano una costante, nelle relazioni cogli indigeni di Galicia. Però non è raro, nella vita di tutti i giorni, incappare in qualche dimostrazione empirica del sarcasmo galaico. E vi assicuro che mica mi rendevo conto, quando mi stavano pacatamente e serenamente pigliando per il culo. Questo non te lo spiegano, all’incontro di presentazione dell’università organizzato per gli Erasmus.

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