venerdì 28 novembre 2014

O carallo vintenove

La pietra fallica situata al numero 29 della Rúa Travesa




Radio Baltica
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Carallo è un intercalare decisamente frequente nelle conversazioni galaiche. Corrisponde più o meno alla parola castigliana carajo, che – per i non ispanofoni – è una denominazione volgare dell’organo riproduttore maschile (cioè cazzo, se si può usare il turpiloquio in radio :).

Intendiamoci, la parola carallo in sé non ha nulla di interessante. Ciò che la rende un fattore portante della cultura locale è il suo uso in divertenti espressioni che punteggiano la vita di tutti giorni. Ad esempio, è impossibile non assistere ad una conversazione senza udire un «Manda carallo!» o «Arre carallo!», esclamazione assai versatile che potremmo in qualche modo  paragonare al «Ghe sboro!» veneziano, utile ad esprimere un ventaglio di stati d’animo che vanno dalla sorpresa alla delusione, dallo scoramento all’entusiasmo più travolgente. Oppure, per indicare una marcata lontananza geografica e/o spirituale, si dice che un luogo è situato «No quinto carallo», letteralmente «nel quinto cazzo», grosso modo corrispondente al nostrano «In culo al mondo».

Ma l’espressione che più mi piace è – come suggerisce il titolo di questo post – «O carallo vintenove» (vintenove come il numero 29), che indica una sorta di incredulità/scetticismo mischiato alla convinzione che l’interlocutore stia dicendo una castroneria di proporzioni ragguardevoli. Ad esempio: - "Ieri sera mi sono bevuto sette bicchieri di licor café!". -"Seee, o carallo vintenove!". Purtroppo non ho ancora trovato una corrispondenza convincente con modi di dire itaGliani o del gergo giovanile dell’hinterland milanese.

Come molte altre invenzioni della cultura popolare, la sua origine è incerta. Va tuttavia segnalata una leggenda metropolitana che riguarda Santiago. Al numero 29 della Rúa Travesa, infatti, in piena città vecchia, si trova una pietra di granito dalla forma vagamente fallica. Giustificazione a posteriori, o indizio della secolare propensione galaica all’ironia? Manda carallo!

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