mercoledì 19 novembre 2014

Isole atlantiche

L'acqua cristallina delle Islas Cies


Radio Baltica
Siniestro total - Matar hippies en las Cies


La Galicia – l’angolino in alto a sinistra della Penisola Iberica – ha la forma approssimativamente di un quadrato. Due lati dei suoi lati – il superiore e il sinistro – sono bagnati dalle fredde acque dell’Oceano Atlantico. La costa del lato sinistro è un sacco frastagliata, e più si scende verso sud più le insenature si fanno profonde e le coste arzigogolate: sono le Rías Baixas, nelle province di Pontevedra e di Vigo. Di fronte a questa costa frastagliata c’è una manciata di isolette, appartenenti al parco naturale delle Isole Atlantiche. Alcune sono raggiunte da un battello passeggeri, e andarci merita proprio una gita, se siete da quelle parti. Sono le isole Cies, nella ría di Vigo, e la isola di Ons, in quella di Pontevedra. In comune hanno l’appartenenza al parco naturale, il che significa che non si può girare con mezzi a motore, accendere fuochi a babbo, introdurre cani e il pattume che produci te lo devi riportare a casa (buono). Il battello costa un sacco, tipo sedici euri, per mezz’ora di tragitto all’andata e mezz’ora al ritorno, e quando compri il biglietto devi già decidere a che ora rientrare (meno buono). Ma le similitudini tra le due isole si fermano qui.

Ons è di gran lunga quella che mi è piaciuta di più. Una striscia di terra lunga sei chilometri e larga ottocento metri. Una manciata di case, una ventina di coraggiosi che ci vivono tutto l’anno, un faro, pochi turisti, gruppetti di fricchettoni (qui chiamati hippies come una volta) che fanno lavori socialmente utili invece di fumarsi gli spinelli e suonare il bongo tutto il giorno come al Parco Sempione. Il lato dell’isola rivolto all’Oceano è battuto in continuazione da venti atlantici, che erodono le rocce e permettono la sopravvivenza solo di bassi arbusti spinosi. Qui i gabbiani sembrano aver dichiarato guerra agli umani, e tutto acquista una certa drammaticità da sturm und drang.

Cies non è che non sia bella, anzi. L’acqua è cristallina e la sabbia è bianca che sembra di stare ai Caraibi. Però è troppo vicina a Vigo, che – con i suoi trecentomila e rotti abitanti – è la più grande città galaica. Il che d’estate trasforma Cies in una specie di Rimini, fatte le debite proporzioni. L’umanità straripante straripa dappertutto, sulle spiagge, nei tre bar tre dell’isola, nel campeggio high cost, nel traghetto. E fa un casino della madonna. Insomma, roba da rimpiangere la pace di Ons. E pensare che alla fine degli anni ’70 e per tutti gli ’80 ci venivano soltanto i fricchettoni nordeuropei e nativi, a Cies. Roba che quasi quasi si rimpiange il Parco Sempione.

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