lunedì 12 maggio 2014

Felicità a momenti e futuro incerto

Radio Baltica
Tonino Carotone - Me cago en el amor


A livello filosofico penso di essere diventato, direi per osmosi, un carotoniano. Carotoniano come Tonino Carotone, che non penso abbia bisogno di essere presentato, e in caso lo fosse c'è sempre la pagina di Wikipedia.

Correva l'anno duemila e mi trovavo esattamente a metà della mia attuale parabola vitale (e qui tocco ferro, ché spero di continuarla, la suddetta parabola). Detto in modo normale, nel duemila avevo la metà degli anni che ho oggi. E mizzega se ero giovane. Fatto sta che radio e tivù passavano in rotazione pesante un singolo di questo buffo soggetto che cantava in itañolo. Secondo me chi era adolescente all'epoca se lo ricorda benissimo. La canzone iniziava con alcuni versi recitati, che riascoltati a posteriori sono un condensato di quel senso di precarietà esistenziale che ormai ci assale da ogni lato: "È un mondo difficile | è vita intensa | felicità a momenti | e futuro incerto".

Oggi, mezza vita dopo, mi accorgo che leggo le cose che mi capitano con quel filtro: nel tumulto degli eventi, la felicità non è che un episodio, una parentesi tra un periodo di incertezza e un altro. Non ha senso stare a elucubrare tanto, ché è meglio prendere così come vengono quei rari momenti di serenità/soddisfazione/appagamento/gioia, ché son destinati ad appassire come certi fiori la cui vita si misura in giorni, se non in ore.

Lo so che ad essere pignoli il signor Carotone non s'è inventato nulla, che basta aver fatto svogliatamente una scuola superiore per sapere che il carpe diem, che quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavia, che poi anche Guido Gozzano, eccetera eccetera. Ma le canzoni della nostra adolescenza ci rimangono appiccicate addosso come il profumo di quella/quel fanciulla/o dopo aver limonato duro.

E qui ricopio due righe annotate qualche giorno fa, quando la "felicità a momenti" batteva, nello spazio di una serata, il futuro incerto. E il resto non conta.

Capita a volte che la felicità prenda la forma di una serata di maggio, tiepida, con musica swing in sottofondo e un bicchiere di birra media finito da un pezzo. Il tempo si ferma, e per lo spazio di qualche ora non ci sono che chiacchiere-fiume, sorrisi, occhiate, che ci catapultano in una dimensione parallela. Là fuori tutto scorre nella solita maniera arruffata e indifferente di Milano. Ma non c'importa: noi, in questa sospensione, noi si sta bene.



2 commenti:

  1. Ma esattamente cosa vuol dire "Me cago en el amor"?

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  2. Andrea!
    Una roba tipo: accidenti all'amore! ('me cago en tus muertos' equivale al 'mortacci tua', tanto per capirci).

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