giovedì 28 novembre 2013

Una volta qui era tutta campagna

Dopo settimane di pioggia novembrina, son tipo tre giorni che le temperature si sono drasticamente abbassate e non c'è mezza nuvola in cielo.

Sono quelle giornate in cui si riescono a vedere le prealpi lombarde anche da qui, dal fondo della pianura. Frugo nella memoria delle gite col CAI fatte alle elementari e ripesco i nomi della Grigna, della Grignetta, del Resegone (Resegòn in Lombardo). Salta anche fuori qualche canzone di montagna.



Non so perché, ma in questi casi mi scatta l'associazione mentale con la Terra di Mezzo, il Signore degli anelli e le peregrinazioni di Frodo e compagni. In rapida successione, penso che un secolo fa o giù di lì quello delle prealpi non doveva essere uno spettacolo tanto inusuale. "Eh, già, una volta qui era tutta campagna", altro che smog, suv e palazzoni brutti e periferici. Per pochi attimi, ho il sentore di un mondo antico, passato, legato alla terra e ai suoi ritmi, al movimento ciclico delle stagioni. Rivedo i solchi dei campi arati per l'inverno, i mucchi di letame, la famigerata scighera (la nebbia, in milanese) e il ghiaccio del pianeggiante inverno lombardo. Per un attimo. Poi la visione mi scappa come una nutria nel naviglio e mi guardo intorno: son tornati i palazzoni, le file di auto, e la nebbia - questa sì - ma dei tubi di scappamento.


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