sabato 12 ottobre 2013

La vita è un ciclo

La vita è un ciclo nel senso di una bicicletta - per questa volta mi risparmio sbrodolate new age a buon mercato. La vita è un ciclo nel senso che la bicicletta - oltre ad essere il mio mezzo di trasporto preferito nella metropoli diffusa - è un punto fermo di quest'ultimo periodo.

Capita infatti che non mi fermi mai, spostandomi in lungo e in largo in sella alla bici. Vado da casa al lavorodimmerda, da casa al lavorobello e poi ritorno. Vado sulla pista ciclabile lungo il naviglio della Martesana. Mi districo con nonchalance tra il traffico caotico di Corso Buenos Aires. Pedalo impettito tra i suv della cittàdeisoldi, beffandomi tacitamente dei cumenda inscatolati e incolonnati in Corso Venezia. Pedalo con calma in Via Padova, scoprendo ogni giorno un kebabbaro nuovo, un minimarket cingalese, un negozio di elettronica cinese, un bar tamarro di ragazzi ecuadoriani, la discoteca rumena quasi in Piazzale Loreto. Fermo ai semafori rossi guardo di sottecchi le belle cicliste, e poi faccio il vago se se ne accorgono. Se esco la sera nei bar di Lambrate o di Bicocca ci vado in bici, ché poi al ritorno fa freschino e smaltisco per bene le birre. La mia vita a Milano non è fatta di mezzi pubblici e orari: è fatta di bici, di sudate quando calcolo male i tempi e mi tocca correre, di docce gelate se non guardo il meteo e dimentico gli ammennicoli impermeabili.

La vita è un ciclo e le cose girano. Girano le ruote, le pedivelle, e qualche volta girano pure le palle: il pavé del centro è insopportabile, ma mai quanto la maggior parte degli automobilisti nell'ora di punta. E cosa posso dire oltre a questo? Ho voluto la bici e ora pedalo. 


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