sabato 14 settembre 2013

Archeologia

Per attraversare le terre di frontiera c'è bisogno di buone mappe, di bussole, o almeno di coordinate.
Le buone mappe sono un lusso, nelle terre di nessuno in cui ci stiamo muovendo. Quindi meglio non farsi troppe illusioni. E le bussole? Siamo davvero sicuri di saperle usare? Sappiamo leggere le informazioni nascoste dietro ad un ago magnetizzato che fluttua? E poi, ci si potrà fidare di altri strumenti? Non sarà paccottiglia superflua che certi mercanti cercando di venderci a caro prezzo nelle fiere di paese?
In questo nostro navigare a vista, dunque, non ci resta che cercare delle coordinate. Nulla di più che qualche spunto, qualche indicazione, tutt'al più esempi chiari su cosa non fare.

Andando alla ricerca di queste coordinate, ho sentito la necessità di fare un po' di archeologia. Frugare nel passato alla ricerca di tracce e sentieri abbozzati. Setacciare con il filtro dell'esperienza la strada percorsa per arrivare a questo punto. Dopo aver conosciuto la frontiera, le città e i paesaggi attraversati in passato - spero - sapranno parlarci in modo diverso. Illuminare angoli rimasti finora oscuri. Togliere polvere a strumenti che ci sembravano inutili.

Per queste ragioni, ho deciso di riproporre sul bollettino alcune cose che, ora, mi sembrano catturare bene lo spirito di determinati momenti degli anni passati.
Vi cercherò delle coordinate. Voi, liberi di farne quel che volete.


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