venerdì 12 aprile 2013

Bollettino di Frontera

Riassunto delle puntate precedenti.
A inizio dicembre son venuto via dal paesello baltico, ho passato le feste in terra galega, e alla fine di febbraio è saltato fuori un ripescaggio per una borsa Leonardo (a cui avevo partecipato in novembre). Sicché - nel giro di poche settimane - mi son spostato con armi e bagagli a Jerez de la Frontera, provincia di Cadice, nell'estremo sud della penisola iberica.

Sarà che oggi è venerdì, sarà che ad inizio aprile ci son già più di venti gradi, saranno i rilassati ritmi andalusi, ma è una settimana che cincischio tentando di scrivere il primo aggiornamento dalla Frontera. E mica ce la faccio, mannaggiaccristo. Sicché mi limito a lasciare qualche coordinata, e se poi ci avete qualcosa da chiedere, chiedete - perbacco - che a questo servono i blog. Però non pensiate - amicieamiche - che mi sia scordato di voi: la lontananza è come il vento che spegne i fuochi piccoli ed alimenta quelli grandi; e continuo a volervi bene, e baciabbracci.

Ridendo e scherzando son qua da tre settimane.
Scopo della borsa Leonardo è fare un tirocinio, ma la cosa buffa è che all'arrivo sapevo tutto tranne cosa cavolo avrei fatto. Ora lo so e son contento, ma prima potete immaginare. Venendo al dunque, faccio lo sguattero nell'archivio municipale di Jerez, uno dei più importanti dell'Andalusia, ecc ecc (a chi interessa e mastica il castigliano, info qui). Ho cominciato grosso modo una settimana fa, e per il momento mi dedico a digitalizzare documenti del sedicesimo secolo che riguardano porti, commercio marittimo, pirateria e cose così. Classica mansione da stagista stronzo. Paradossalmente, ho l'impressione di essere utile, perché i fondi sono così pochi e il personale così sovraccarico di lavoro che altrimenti nessuno si occuperebbe di tutti quei poveri atti capitolari. O, almeno, a me piace crederlo, di essere utile. Del resto si sa che l'essere umano è spesso vittima della propria vanità.
Prima di cominciare in archivio ho fatto un corso di lingua (non molto utile, in realtà) e fatto il turista durante la settimana santa (un tripudio di confraternite incappucciate, statue pacchiane e di gente per strada).
Vivo con tre ragazze e un ragazzo, tutti italiani, anche loro con una borsa Leonardo. Per ora, le conoscenze indigene sono limitate alla fauna dell'archivio.
Infine - last but not least - mi sono iscritto ad un corso di pilates.

Saluti dalla Frontera.